Milan Fashion Week: riflettori puntati su 10 look

cavalliLa gipsy queen in versione rock di Roberto Cavalli

biancoFlash, look e suggestioni tratte dalle sfilate Primavera/Estate 2017 della Milano Fashion Week: dieci scatti per dieci mise d’ impatto viste in passerella, pronte a tramutarsi nei trend più interessanti della prossima stagione calda.

biancogucciIl rétro futuribile di Gucci

biancoFENDI 2Le texture impalpabili e i ricami ispirati al jardin Français di Fendi

biancoversaceLe geometrie declinate in allure sexy/sporty di Versace

bianco

pradaIl look borghese rivisitato in chiave sovversiva di Prada

biancowunderkindLe eteree trasparenze con dettagli minimal a contrasto di Wunderkind

biancon. 21Le contaminazioni urban e tribal ad alto tasso di femminilità di N.21

biancopucci 6I bright colors grafici e fluttuanti di Pucci

biancomoschino tromp l oeilLa “paper doll” che inneggia al trompe-l’oeil di Moschino

bianco

plein 4Il denim in hip hop style di Philipp Plein

bianco

To be continued…

TAGS

Il close-up della settimana

milano panorama

 

Al via Milano Moda Donna. La fashion week meneghina è stata inaugurata ieri, per la seconda volta, dal premier Matteo Renzi: prima di presenziare al consueto pranzo con il gotha del Made in Italy, Renzi ha preso parte all’ opening di Crafting the future.Storie di artigianalità e innovazione, la mostra del Mudec curata da Franca Sozzani e realizzata dalla Camera della Moda Italiana con il sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico e dell’ ICE. All’ apertura in grande stile è seguito un rutilante inizio kermesse, preludio ad una settimana che – fino al 26 Settembre – celebrerà la creatività italiana nelle sue più alte vette. La Moda Donna della Primavera/Estate 2017 verrà presentata in un totale complessivo di 176 collezioni, che includono 71 défilé ufficiali e 90 presentazioni. In un’ atmosfera frizzante che vede moltiplicarsi party, eventi e vernissage, la Fashion Week non ci risparmierà colpi di scena nè sorprese: in passerella, quest’ anno, mancheranno all’ appello del calendario ufficiale brand come I’m Isola Marras, Costume National (acquisito dal gruppo made in Japan Sequedge), Angelo Marani, Ujoh e Damir Doma, mentre le new entry annovereranno i nomi di Wunderkind, Giamba (seconda linea di Giambattista Valli) e Daizy Shely. Da segnalare i ritorni di Krizia, Lucio Costa e Maurizio Pecoraro, ma anche il debutto di Capucci nel ready-to-wear e il fashion show di Ricostru, brand emergente cinese invitato da Re Giorgio a sfilare all Armani/Teatro. Ma non sarà Giorgio Armani a brillare, come di consuetudine, tra le Maison che chiuderanno la kermesse: con Emporio Armani in via di debutto a Parigi e un défilé in programma per venerdì 23, il designer abbandona il tradizionale lunedì a favore dei new talents. La giornata di chiusura della Fashion Week sarà infatti consacrata ai giovani brand e prevede un totale di cinque show. In passerella saliranno San Andrés Milano, Lucio Vanotti e Piccione.Piccione, che andranno ad aggiungersi a Ricostru e a Mila Schon: una scelta precisa e fortemente voluta da Carlo Capasa, Presidente della Camera della Moda, che ha evidenziato la volontà di valorizzare e di donare spazio a marchi che rappresentano il futuro dello stile italiano.

bianco

Photo by Conte di Cavour (Opera propria) [CC BY-SA 4.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], attraverso Wikimedia Commons

TAGS

“Stephen Jones: Souvenirs”: appuntamento a 10 Corso Como con Stephen Jones

STEPHEN JONES X MOSCHINOStephen Jones per Moschino FW 2016/17

 

 

Il primo cappello lo creò ornando con un iris di plastica color argento un portapillole rivestito di crepe de Chine: era la metà degli anni ’70 e Stephen Jones si accingeva ad affrontare uno stage in modisteria organizzato dalla Saint Martin’s School of Art. Quarant’ anni dopo, l’ aspirante hatter si è tramutato nel cappellaio per antonomasia, artista rinomato e richiestissimo da rockstar, celebrities e teste coronate. L’ ingegno creativo di Stephen Jones è andato affinandosi attraverso un iter che, dall’ era New Romantic e dalle prime creazioni per gli habitué del Blitz di Steve Strange, l’ ha visto inaugurare una modisteria propria ed intrecciare collaborazioni con i designer più innovativi del fashion biz – tra cui Jean-Paul Gaultier, John Galliano, Vivienne Westwood e Rei Kawakubo, solo per citarne alcuni – annoverando fin da subito clienti del calibro di Lady Diana Spencer. Visionario, estroso, geniale, Jones ha saputo imporsi con uno stile che ha conquistato le passerelle così come  il panorama underground: le sue creazioni iconiche sorprendono ogni volta per l’ alto tasso di eccentricità e di ricercatezza artigianale. Un cappello di Stephen Jones è arte pura, magia, espressione di uno spirito intuitivo e brillante. Non stupisce che, nel 2010, il talentuoso cappellaio sia stato premiato con l’ onorificenza di Ufficiale dell’ Ordine dell’ Impero Britannico. Oggi, è Jones stesso a ripercorrere le tappe della sua straordinaria carriera e lo fa in Stephen Jones: Souvenirs, un libro scritto a quattro mani con Susannah Frankel che si avvale della prefazione di Grace Coddington: nel volume, edito da Rizzoli, un gran numero di schizzi, immagini di “making of”, illustrazioni, appunti e foto personali arricchisce di preziose testimonianze il racconto biografico. Il favoloso universo di Stephen Jones viene svelato pagina dopo pagina, coinvolgendo il lettore nel suo mood esplosivo. Ed addentrandolo nei meandri di quell’ estro onirico che, da mero accessorio, tramuta un cappello in creazione tout court.

Stephen Jones sarà stasera a Milano, alle ore 20, per il book signing del libro: un appuntamento imperdibile organizzato in occasione del 25esimo anniversario di 10 Corso Como.

TAGS

Lo sfizio

antonio marras fw 2016

 

Lo stile è sofisticatamente dark: una palette di toni scuri spazia dal grigio antracite al nero evidenziando sprazzi di bagliori argentei, viola e burgundy. In primo piano il cappotto, revers che sfiorano le spalle ed una linea ad A che dispiega in pieno il vistoso pattern floral. La gonna, impalpabile nel suo mix see-through di pizzo e rete, ne riprende i motivi adornandosi di ricami floreali minuziosi. Il mood è romantico, con incursioni nel tempo che alle suggestioni d’antan alternano una contemporaneità avantgarde ampiamente sottolineata dai dettagli: il calzino a rete in total black si abbina a scarpe flat grintose, in bicolor nero e argento, dalle reminescenze punk. Ma è la dimensione atemporale dell’ amore ad ispirare Antonio Marras: l’ amore tormentato, ossessivo e caustico di Adele H. – alla quale François Truffaut dedicò un film con Isabelle Adjani come protagonista – per un giovane ufficiale inglese. Una passione tale da condurla alla follia, tradotta dal designer di Alghero in una collezione Autunno/Inverno 2016/17 che ne riflette il burrascoso evolversi. Alla severa sobrietà iniziale, pervasa da un pathos rigorosamente oscuro, succedono forme fluide, colori luminosi, materiali e stili accostati in un contrasto anarchico che “raccontano” l’ inarrestabile precipitare di Adele nell’ alienazione. Ma allo sfondo delle Barbados –  dove la musa di Marras approda per inseguire il suo ufficiale – si sostituiscono le atmosfere mitiche della Sardegna, il carteggio amoroso che traccia un link tra Adele H. e Grazia Deledda, l’ humus a cui da sempre attinge il designer: i look che si avvicendano rielaborano un’ impronta stilistica ormai inconfondibile, una visionarietà che costantemente mixa ispirazione, sogno e poesia. Ad esaltarla, una veletta che di questa collezione si fa leitmotiv oltre che sommo emblema di una femminilità fascinosa e densa di mistero.

TAGS

Glitter People

tom ford

 

” Mentre la moda è eccitante perchè cambia continuamente, è anche fugace. Un film, però, è per sempre. In un certo senso, quindi, il film è il supremo progetto di design. “

Tom Ford

biancoPhoto by Nicolas Genin [CC BY-SA 2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], attraverso Wikimedia Commons

TAGS

Dream couture

gucci fw 2016 17Gucci

 

Trasparenze in tulle, arabeschi scintillanti, balze, ruches, decori all’ insegna della fantasia più squisita: il tutto, declinato in nuance incantevoli o nei riflessi arcobaleno di un caleidoscopio cangiante. I long dress dell’ Autunno/Inverno si tingono di magia trasportandoci nello scenario etereo di un sogno.

biancomary katrantzou fw 2016 4Mary Katrantzou

biancoroberto cavalli fw 2016Roberto Cavalli

biancochloè fw 2016 17Chloé

biancovalentino fw 2016Valentino

biancoblumarineBlumarine

biancoALEXANDER MCQUEEN FW 2016Alexander McQueen

TAGS

Il close-up della settimana

tomas maier

 

Doppio anniversario in vista per Bottega Veneta, che si accinge a celebrare i suoi primi 50 anni e il 15esimo di Tomas Maier alla direzione creativa. Si preannunciano festeggiamenti in grande stile, in linea con la tradizione di una Maison che, fondata a Vicenza nel 1967, ha saputo imporsi tra i più prestigiosi nomi del Made in Italy: sarà la suggestiva location dei corridoi dell’ Accademia delle Belle Arti di Brera ad ospitare, il 24 Settembre alle 9,30, la sfilata Uomo e Donna Primavera Estate 2017 del brand. Per l’ occasione, il secentesco palazzo che Maria Teresa d’Austria tramutò nel 1776 in centro culturale diverrà inoltre lo scenario di un progetto che inaugurerà una sinergia tra l’ Accademia e Bottega Veneta. L’azienda del gruppo Kering, infatti, offrirà il suo sostegno al programma formativo per l’ anno accademico 2016/2017 tramite borse di studio istituite con il fine di incentivare la creatività degli studenti: un obiettivo che collima alla perfezione con il DNA di un brand che nel savoir faire artigianale affonda origini elette a propria bandiera. Nata come “bottega” in cui venivano realizzati capi in pelletteria, la Maison valorizza da sempre il retaggio dell’ artigianalità e nel 2006 ha inaugurato la Scuola dei Maestri Pellettieri con il preciso scopo di trasmettere alle nuove generazioni il know-how della lavorazione della pelle. Un compito a cui ora va ad aggiungersi il supporto di Bottega Veneta all’ Accademia di Belle Arti di Brera, iniziativa commentata con parole entusiaste dallo stesso Tomas Maier: “Bottega Veneta è fondata sul lavoro creativo manuale” – ha dichiarato il designer tedesco alla stampa – “Sono felice di celebrare il mio 15esimo anniversario e il 50esimo del brand all’ Accademia di Belle Arti di Brera, alla presenza dei nostri artigiani e delle persone che ci hanno sostenuto in questi anni.” La curiosità e l’ interesse sono già alle stelle per un anniversario che si configura, senza dubbio, come uno degli eventi di punta dell’ imminente Milano Fashion Week.

biancoPhoto: Tomas Maier by Morpheusmedia (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons

TAGS

Dsquared2 lancia l’ esclusivo Want Pink Ginger

WANT PINK GINGER DSQUARED2 PROFUMO

 

Il “pink trend” pervade l’ hairstyle e le collezioni, ma non solo: inneggia al rosa anche una supernovità in tema di profumi, il  flanker Want Pink Ginger che aggiunge seduttivi, speziati aromi alla scia olfattiva del celebre Want di Dsquared2. Creato dal naso francese Aurélien Guichard (già autore di Want), Want Pink Ginger cattura con una luminosità sensuale che elegge la vaniglia come base, declinando le note del suo predecessore in una fragranza intensa ed intrigante. A contraddistinguerla è un variegato mix che convoglia accordi vibranti, fulgidi, floreal-speziati in un apogeo di avvolgenti sentori vanigliati: le note di testa vedono trionfare il tangerine, il limone, il mangostano, il pepe e lo zenzero rosa uniti in un brioso amalgama. Il cuore floreale a base di olio essenziale di neroli, heliotropium e rosa damascena evolve in un fondo caldo e gourmand che il connubio di vaniglia e vaniglia del Madagascar, esaltato da accenti di ambra e di legno di violetta, traduce in aroma potentemente sensuale. Want Pink Ginger è racchiuso in un flacone che replica il design di Want fedelmente, se non fosse per il rosa acceso di cui si tinge il grande tappo a sfera: una nuance ripresa anche dal pack, che la propone nel logo del profumo oltre che nelle profilature. In versione eau de parfum da 30, 50 e 100 ml, la nuovissima fragranza di Dsquared2 è al momento disponibile in esclusiva presso Harvey Nichols e il relativo online store.

biancoWANT PINK GINGER DSQUARED2 AD

La top Rianne Ten Haken nell’ advertising campaign scattata da Inez & Vinoodh

TAGS

Tendenze FW 2016/17: cinquanta sfumature di rosa

PINK FW 2016 17 JUST CAVALLIJust Cavalli

 

Think pink: il rosa esplode in una miriade di gradazioni confermandosi colore cult delle passerelle Fw 2016/2017. Dal nude al baby pink, dal rosa shocking al fucsia, dal pastello alle golose nuance bon bon, la tonalità girly per eccellenza conquista un numero sempre più vasto di fans e dichiara guerra al grigiore invernale con la sua femminilità, di volta in volta, delicata e briosa. Poliedrico, delizioso, rigenerante, il rosa si declina in illimitati stili e sferra il suo colpo da maestro coinvolgendo l’ hairstyle: sono rigorosamente in pink, infatti, le chiome più “in” di stagione. Vedasi i catwalk (tra gli altri) di Vivetta, Elisabetta Franchi ed Ermanno Scervino.

biancopink fw 2015 17 msgmMSGM

biancopink fw 2016 17 piccione piccione 2Piccione.Piccione

biancopink fw 2016 17 kenzoKenzo

biancopink fw 2016 17 san andresSan Andrés Milano

biancopink vivetta fw 2016 17Vivetta

biancoCHANEL FW 2016Chanel

biancoPreen by Thornton Bregazzi

biancopink fw 2016 valentino 2Valentino

biancopink fw 2016 17 simone rocha 2Simone Rocha

biancoVivienne Westwood

biancoErmanno Scervino

biancopink fw 2016 rodarteRodarte

TAGS

Eve La Plume, eterea diva

Eve_La_Plume_005_ST_photo_Bostjan_Tacol_PhotobillyPhoto by Bostjan Tacol

biancoDi lei colpiscono immediatamente l’ allure sofisticata, l’ incarnato diafano a contrasto con la chioma color rame. I fiori intrecciati tra i capelli pettinati a ondine richiamano la nuance vibrante del suo lipstick: lo stile è anni ’30 DOC, con incursioni ad ampio spettro nel rétro enfatizzate da abiti scenografici e preziosi. Eterea, fascinosa, garbatamente seduttiva, Eve La Plume è una Burlesque performer che si distanzia in toto dallo stereotipo della pin up. Al Summer Jamboree – dove, per il secondo anno consecutivo, è stata confermata conduttrice – ha sfoggiato creazioni di Luisa Beccaria con una grazia innata, donando risalto ad evening dress che erano un trionfo di pizzo e tulle. Fotografatissima, al Festival senigalliese Eve è ormai una diva. Ma non perde mai di vista l’ ironia, né un entusiasmo genuino, nel raccontarsi e nel raccontare passioni, tappe e progetti che tracciano il percorso della sua poliedrica carriera.

Sei al bis come presentatrice del Summer Jamboree. Qual è il tuo bilancio di queste due edizioni?

Rimango sempre sbalordita da questo Festival, organizzato da due persone che su un grande amore personale per gli anni ’50 hanno imbastito un evento meraviglioso che attira pubblico da tutto il mondo. Venire qui è per me, ogni volta, un’ iniezione di felicità. E’ davvero impressionante! Non si può essere tristi, al Summer Jamboree. Il mio bilancio, quindi, è superpositivo.

Puoi raccontarci qualche aneddoto relativo alla kermesse?

Al Summer Jamboree girano moltissimi fotografi, ufficiali e non. Il risultato è che si è fotografati a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ci ho fatto l’abitudine, ma è impegnativo! Un giorno al mio fidanzato ho detto “Basta, oggi ci prendiamo una giornata liberatoria lontani dalle macchine fotografiche e dalle telecamere”, e siamo andati in spiaggia vicino alla Rotonda. Mi sono tolta il copricostume, mi sono slegata i capelli, sono entrata in acqua e ho sentito una signora che mi diceva ‘”Mi scusi signorina, la stanno chiamando da lassù!”: mi sono girata, ho guardato la Rotonda e ho visto tre teleobiettivi giganteschi, quattro macchine fotografiche, tutta l’organizzazione del Summer Jamboree  – che si trovava lì per caso, in realtà, ma vista Eve in acqua senza tutti i suoi artifici…Sono impazzita dal ridere, mi sentivo come le dive anni ‘50 paparazzate ovunque! E’ stato davvero comico. E gli scatti che ne son venuti fuori sono molto belli perché spontanei. Incredibile: persino in mezzo al mare sono riusciti a trovarmi!

Perché hai scelto di chiamarti Eve La Plume?

È una storia un po’ complicata, però posso semplificarla. Adoro il nome Eve perché è palindromo, cioè si legge anche al contrario. Ha tre lettere e a me piacciono i nomi brevi, e poi è il nome di una primadonna come Eva. “La Plume” perché fin da ragazzina mi hanno associata al concetto di leggerezza, quindi volevo un nome che contenesse un elemento leggero, delicato. In più, quando si pensa alla piuma, si pensa sempre alla piuma bianca, che svolazza. Nell’ immaginario collettivo la piuma è leggera e bianca. Dunque, Eve La Plume: un nome che è come una piccola poesia, molto fonetico.

biancoEve_La_Plume_004_ST_photo_Bostjan_Tacol_PhotobillyPhoto by Bostjan Tacol

biancoIl tuo sofisticato stile d’antan è inconfondibile. Quali sono le tue epoche preferite?

Sono appassionata del periodo che va dalla fine dell’800 agli anni ’30 e ’40 del ‘900: il periodo della Belle Epoque, del Liberty, dell’ Art Déco. Di quell’ epoca amo l’estetica in toto: architettura, arredamento, abbigliamento…

Hai icone di riferimento a cui ti ispiri?

La Marchesa Luisa Casati è stata per me un innamoramento a prima vista, una folgorazione: era una donna coraggiosa, molto moderna, una performer di inizio ‘900. Con la cura, con lo studio, ha fatto di sé un’opera d’arte. Per un periodo mi è piaciuta Kiki de Montparnasse, una sorta di groupie di fine ‘800, e poi tante altre…Ammiro le donne audaci e “fuori dal loro tempo”, che hanno condotto una vita ben diversa rispetto a quella, costrittiva, delle donne dell’epoca.

Il Burlesque inneggia al glamour e all’ arte della seduzione. Che cos’è, per te, la femminilità?

Io non associo il Burlesque all’ arte della seduzione: per me è una ricerca estetica. Anche se, in generale, è sempre collegato alla sensualità femminile. Di sicuro la bellezza ha un suo lato sensuale. Il Burlesque va comunque alla ricerca di una bellezza del passato, dell’immagine di una donna che fu. Per me femminilità è la cura di sé, una cura estetica a 360° che comprende l’atteggiamento, la parola, il modo di muoversi, il modo di porsi…E’ questo che mi interessa. Perché oggi si guarda spesso a una bellezza molto più immediata e non alla cura che si costruisce nel tempo con i gesti, le parole, l’educazione.

biancoEve_La_Plume_001_ST_photo_Bostjan_Tacol_PhotobillyPhoto by Bostjan Tacol

biancoUna domanda a bruciapelo: cosa voleva fare, da grande, Eve La Plume?

Da ragazzina, intorno agli 11 anni, volevo fare l’insegnante di pattinaggio artistico. Pattinavo tutti i giorni, era la mia missione di vita, e poi l’ ho fatto. Quando sono diventata più grande insegnavo pattinaggio artistico e mi sono resa conto che faceva così freddo, ma così freddo, che ho abbandonato l’ idea dopo 2- 3 anni! Poi volevo fare la stilista e quindi ho aperto un laboratorio di sartoria in cui si facevano abiti ed accessori per i negozi, per gli artisti che calcavano i palchi. E’ durata 10 anni. Infine, volevo diventare la regina del Burlesque! Ed è andata abbastanza bene, devo dire. Quando mi metto in testa di fare qualcosa, in qualche modo ci riesco. Non sempre con lo stesso successo, però i miei sogni li concretizzo. E riesco a non avere rimpianti.

Quali sono i tuoi progetti più immediati?

Tra i miei progetti più immediati di sicuro c’è “Ultimo Spettacolo”, uno spettacolo teatrale che gira l’ Italia da un paio d’anni e il 12 novembre prossimo sarà a Bologna: spero che decolli perché ne sono molto orgogliosa. E poi ci sarà Venezia, perché sono già 6-7 anni che faccio parte del cast del Ballo del Doge e di altri eventi del Carnevale Veneziano. In più,ho in programma tante date e feste private in giro per l’ Italia.

biancoPhoto by Bostjan Tacol (https://www.facebook.com/PhotobillyPhotography/)

L’ abito blu e l’ abito in pizzo bianco che Eve indossa sono firmati Luisa Beccaria

TAGS